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Intervista a Nero di Venere

Intervista a Nero di Venere

intervista nero di venere

intervista nero di venere

Sono stato piacevolmente intervistato da Drago Bianco, caro amico e gestore del locale di cui sono assiduo frequentatore, Inferno Cafè, che ha appena messo online un rinnovato sito e in cui ha pubblicato “Intervista a Nero di Venere” che riporto qui 🙂

 

UMBERTO ZANONI

Umberto, per gli amici Nero, in arte Nero diVenere, ha la parlata lombarda, un misto tra nostrano mantovano milanese e varesotto, abita ad Agliè, lavora a Torino, ma in Italia non c’è mai, ad inseguire quel podio, soprattutto austriaco che , così giovane, gli manca a concludere una carriera sfaccettata tra pittura, fotografia e body painting. Poi in realtà non si conclude nulla: è solo un altro traguardo, da cui ripartire; per un artista che si revisiona e si innova, ogni volta, alla ricerca continua di nuove soluzioni, nuovi esperimenti. Nero da forma all’arte in modo nuovo e diverso, reinventandosi ogni volta, lasciando comunque sempre la sua impronta che forse è proprio la ricerca del nuovo e dell’originale, del mai tentato, del lavoro fatto bene. Nero ti risponde sempre “devo vedere ma si può fare”, non è un commerciante, gode nell’autosfida e anche qui lascia la sua impronta. Non a caso spesso si firma “Neraimpronta”

Nero, i tuoi due ultimi concorsi di bodypainting, mondiali ed europei, hanno rivelato, agli occhi del mondo, la tua capacità e il tuo estro. Cosa ti manca ancora?

Essere soddisfatto di quello che faccio..

Ma temo che questo non accadrà mai.

Non molti sanno che spesso, cancello le mie tele o i miei dipinti, perchè io ci vedo “quel difetto” che non digerisco 😉

Ad ogni modo, credo che per sentirmi un Artista completo, mi manchi di affrontare solo una cosa, e lo sto già facendo in silenzio da un pochino di tempo: Il Tatuaggio.

Essere al World BodyPainting Festival da 3 anni, ed essermi piazzato nei primi 10 per 2 volte su 3, ha sviluppato in me un forte senso Artistico verso la BodyArt, e quindi, come hai detto poco fa, amo l’autosfida.

E difatti, non intendo divenite un tatuatore dilettante, sto ovviamente puntando al professionismo anche in questo campo.

Poi, passeremo al prossimo traguardo 😀

Ami essere definito un artista e non un fotografo, eppure la tua fotografia graffia in modo unico e particolare. Perché non vuoi essere definito fotografo?

E’ una domanda che potrebbe anche non avere risposta.

Perchè in effetti io sono anche un Fotografo, ma non sono il Fotografo convenzionale.

E’ difficilissimo e mai per mia spontanea volontà, che possa produrre foto Fashion, Glamour, “opendoor” Beauty..ho un mio stile pittorico che è cresciuto e si è sviluppato nel 2000, lo porto avanti anche in fotografia..mi piace arrivare a dipingere quello che fotografo, che sia con colore vero, o che sia un Digital Paint, ma comunque, scatto solo e soltanto [commissioni escluse] sulla base di un progetto Artistico studiato a priori

Il tuo stile di alcune tele, fotografate e poi aerografate, non è unico ovviamente, ma sono uniche le sensazioni che procuri con i tuoi lavori. Qual è l’ingrediente alchemico che lo rende possibile?

E’ una cosa per me fondamentale.

Sono arrivato a distruggere dipinti anche per questo.

Il rapporto che ho con la persona che fotografo e dipingo.

Quando esiste feeling a livello prioritario, come rapporto tra 2 persone, e non quindi un rapporto modella-artista, allora tutto assume una veste unica, e subentra quel pathos particolare, in cui io “vivo” quello che faccio.

Oltretutto, sono un gran casinista, ma..quando dipingo, spesso mi assento dal mondo, perchè devo metterci un pezzo di me in quello che creo..e voglio dirlo a tutti, senza dover pronunciare una sola parola 🙂

Quando usi un modello, mi sembra crearsi un legame tra te e il soggetto quasi viscerale, se posso dirlo, e mi riferisco ad almeno tre soggetti che hai studiato e riprodotto ultimamente. Vuoi parlarmene? (mi riferisco anche alla tua grande amicizia con Michelle e alla modella che hai presentato nel concorso “il calendario infernale”)

Mi riaggancio alla risposta che ti ho dato alla domanda di poco fa 🙂

Se non si crea il giusto rapporto con la persona con cui condividerò la mia Arte e la mia folle e deviata creatività, allora non avrà alcun senso che io continui col progetto.

Diverrebbe un freddo rapporto modella-artista, resterebbe solo una buona tecnica, ma, senza l’impronta 😉

Michelle e Laura sono 2 persone che sono entrate nella mia vita, come poche altre.

Non vorrei però tralasciare Davide Lauriola, con il quale pian piano in questi 2 anni, e’ nata e sta proseguendo una solida amicizia e anche “sul campo” ci troviamo piuttosto bene

Con loro ho un costante rapporto e ci sentiamo regolarmente.

Mi fa piacere condividere e creare con loro, ognuno a suo modo.

Sono tutti un grande completamento per me, e spero di ridare loro tanto quanto hanno dato e stanno dando a me 🙂

Ti si sente e vede poco sui social networks et similia… inoltre quando sei in sala durante un evento la tua presenza è sempre discreta e professionale, le tue apparecchiature fondamentali anche per altri tuoi colleghi, ma anch’esse discrete e non invasive. Poi, fuori dalla scena, sei ben presente, quasi un tornado. Soffri di sdoppiamento della personalità o, più semplicemente è solo professionismo?

In realtà vorrei avere sul serio un sdoppiamento della personalità 🙂

mi piacerebbe moltissimo vedermi “da fuori”

anche se forse non mi sopporterei.

Un tornado ?? forse peggio..Mi piace far sentire che ci sono.. ma…….

Io in quegli attimi, non sembra ma sto studiando.

Ho un carattere difficile, perchè non ho mai avuto una vita facile, anche se potrebbe sembrare che sono scanzonato e leggero al punto da non sapere cosa voglia dire avere un problema da risolvere.

Ho imparato a stare da solo, lo sono tuttora dato che mi isolo spesso in me stesso, e ho imparato ad affrontare dure tragedie che mi hanno colpito e ferito molto. E che mi hanno cambiato la vita in modo definitivo.

La mia irruenza, e’ in parte uno sfogo, anche se troppo spesso, sorrisi nascondo lacrime, ma silentemente studio la reazione di qualcuno alle mie provocazioni.

Questa è la prima volta che svelo questa sorta di segreto, ma per me è un punto di partenza fondamentale per capire se potrò o meno proseguire nel rapporto con alcune persone, o addirittura creare con loro qualcosa di bello e concreto.

In merito alla condivisione di quello che ho, bhè, purtroppo o per fortuna, sono anche un sistemista informatico, dato che la vita lavorativa mi ha imposto anche questo per poter campare, e in questo, la filosofia dell’ “open source” mi ha davvero aperto moltissimo la mente.

Su cosa lavori in questi giorni?

Sto portando avanti un bellissimo progetto Artistico con Davide Lauriola, che comprende 4 misteriose Regine: Coppe, Denari, Bastoni e Spade.

Mi sto anche preparando ad affrontare un progetto che studio da parecchio tempo, un’altra serie limitata di fotografie che daranno vita a dipinti, i 7 vizi capitali.

Nel frattempo, sto cannibalizzando pelle sintetica perchè intendo davvero divenire un buon tatuatore.

Cos’hai in mente domani?

Portare avanti i progetti che ti ho appena descritto, anche perchè non sono proprio una cosetta 🙂

continuerò a fotografare, dipingere, e prepararmi per il World BodyPainting Festival, e insisterò col Tattoo.

Se riuscirò, cercherò di abbandonare l’italia.

Ma questa sarà la sfida piu’ grande, temo.

Purtroppo qui, di prospettive non ne vedo piu’ da molto tempo, e da quando ho ricostruito il mio sito ufficiale, nerodivenere.com, mi sono reso davvero conto che ho molti piu’ visitatori dall’estero che dall’italia.

Prima di farlo però, dovrò essere pronto a livello interiore.

Sono ripartito troppe volte da zero, e non ho paura di farlo ancora.

 

Lascio per ultima una domanda che consuetudine vuole si ponga per prima, ma mi piace avere la risposta adesso che è più chiara la tua carriera e il tuo modo di interpretare vita ed arte: chi è Nero di Venere?

Dannazione !! e me lo chiedi adesso !?

Sto cercando la risposta dal 1975.

Forse non la troverò mai.

Forse ce l’ho davanti agli occhi, e non la vedo.

Non posso dirti chi sono, però..

Ti dico chi vorrei essere.

Vorrei solo essere una persona di cui si fosse certi che ci si possa fidare realmente.

Sembro tanto oscuro e misterioso, ma in realtà, sono un libro aperto scritto limpidamente e chiaramente.

Vorrei essere un ragazzo che non cresce mai, ma con la testa e il senso di responsabilità di un saggio, ma purtroppo questo penso di esserlo davvero, e ho costanti prove a cui sono sottoposto, che me lo ricordano.

Ed infine, quest’anno ai mondiali di bodypainting il tema delle qualifiche, era “inner fears”, ossia, paure interiori.

È un tema che mi ha toccato moltissimo,

Io ho riprodotto sul corpo di Laura, la mia paura piu’ grande.

Quella di diventare “qualcuno”..

“Qualcuno” privo di personalità e di idee.

“Qualcuno” manovrato da ombre informi.

“Qualcuno” uguale a qualcuno.

“Qualcuno” privo di colore.

“Qualcuno” che guardando uno specchio, rifletta il vuoto.

Ci stringiamo la mano. Dal parabrezza del suo furgone aerografato, officina artistica mobile, si scorge il bandana a perenne copertura di quella cupola rasata che racchiude milioni di idee. Ancora un cenno con la mano e via. Chissà quando rivedrò il mio amico Nero

Presto.

Gli amici non li lascio.

Sono un po’ latitante a volte ma..spero che comunque chi lo sa, è sicuro che se chiama, rispondo sempre 🙂

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Nero di Venere

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